Mese: ottobre 2015

Il futuro è passato alla Maker Faire

Di Marilena Pintagro

Il 16, 17 e 18 ottobre 2015 all’interno della città universitaria de La Sapienza si è tenuta la terza edizione della Maker Faire Rome.

E che è ‘sta Maker Faire?

Questa è stata la domanda più gettonata delle ultime due settimane. Per dirlo in parole comprensibili anche a mia nonna “‘sta Maker Faire” sarebbe “La fiera delle invenzioni”.
Non voglio stare qui a stilare classifiche delle 10 cose più belle che ho visto alla Maker Faire, principalmente perchè non saprei a chi dare il primo posto fra la stampante 3D più grande del mondo e quel gran pezzo di robot di Walkman, ma anche perchè di cose meravigliose in due giorni a spasso per la fiera ne ho viste talmente tante che una top ten non basterebbe.
Come ha detto durante la conferenza di apertura il Rettore de “La Sapienza”, Eugenio Gaudio, il motto della nostra università è “Il futuro è passato qui” e lo possiamo dire in senso letterale: quello che per tre giorni è stato esposto nei padiglioni costruiti per l’occasione nella città universitaria, fra pochi anni sarà in tutte le nostre case.
Quattro in particolare sono stati i protagonisti assoluti che ci hanno permesso di fare un piccolo viaggio nel tempo nel prossimo futuro. (altro…)

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La tecnologia produce l’uomo?

Di Samuele Vinanzi

«Gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti.» – Henry David Thoreau

Ciò che segue è il resoconto di ciò di cui si è discusso al primo incontro del ciclo “L’uomo e la tecnologia: capire il presente, pensare il futuro” promosso dalla Residenza Universitaria Segesta e dal gruppo Scienze e Non Solo, a cui ho avuto la fortuna di partecipare come spettatore. I relatori di tale discussione sono stati l’ingegner Giovanni Nofroni e il reverendo Giuseppe Brighina.

Qual è la differenza tra una drosophila, un comunissimo moscerino della frutta, ed un prodotto della tecnologia moderna quale il personal computer? Può sembrare una domanda banale, forse anche offensiva per l’intelletto del lettore, eppure basta guardare la questione da un punto di vista leggermente diverso per rendersi conto della reale motivazione che spinge alla sua formulazione. Se consideriamo il numero delle operazioni al secondo in grado di essere effettuate dal cervello di questa piccola creatura, infatti, scopriremmo che non è dissimile dallo stesso valore raggiunto da un moderno processore. Questa rivelazione, se così vogliamo chiamarla, apre le porte di scenari ancora più vasti; basti pensare al salto tecnologico compiuto negli ultimi anni, ed in particolar modo dall’inizio di questo secolo: in poche decadi di studi, infatti, l’uomo è riuscito a produrre un macchinario che ha lo stesso potenziale elaborativo del cervello di un’essere vivente.
La nostra logica compie quasi automaticamente il passo successivo, chiedendosi in che rapporto sia quello stesso computer con la mente umana. Il dislivello, qui, è molto grande e quest’ultima sembra essere in netta superiorità rispetto al suo corrispettivo di silicio. Tuttavia, ci aspettiamo che negli anni il cervello umano cambi molto poco, forse di una quantità infinitesimale se confrontata con ciò che accadrà alle capacità di calcolo degli elaboratori digitali. Sembra allora che il progresso tecnologico ci stia spingendo sempre più verso la realizzazione di macchine che sappiano reggere il confronto diretto con ciò che è naturale: in questo senso, la tecnica moderna mira ad imitare l’evoluzione, col vantaggio di non dover sottostare ai suoi tempi inesorabilmente lenti. (altro…)