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Il pensiero del robot

Di Samuele Vinanzi

«Se hai creato una macchina cosciente non si tratta della storia dell’uomo, questa è la storia degli dei.» – Domhnall Gleeson nel film “Ex Machina”

Ciò che segue è il resoconto di ciò di cui si è discusso al secondo incontro del ciclo “L’uomo e la tecnologia: capire il presente, pensare il futuro” promosso dalla Residenza Universitaria Segesta e dal gruppo Scienze e Non Solo a cui ho avuto la fortuna di partecipare come spettatore. Il titolo del seminario è stato: “Io penso e tu, robot, che fai?”. I relatori di tale discussione sono stati i professori Salvatore Gaglio, Antonio Chella e Gianluigi Oliveri, rispettivamente docenti di Intelligenza Artificiale, Robotica e Logica presso l’Università degli Studi di Palermo.

Nel maggio del 2010, la prestigiosa rivista Scientific American pubblicò una lista destinata a diventare famosa: si tratta dell’elenco dei 12 possibili eventi futuri che, semmai dovessero verificarsi, cambierebbero per sempre il nostro mondo. Dando un’occhiata a quella lista, troviamo di tutto: dall’impatto di un’asteroide ad una guerra nucleare, dallo scioglimento dei poli alla scoperta di vita extraterrestre. In mezzo alle altre voci se ne trova una che per noi appassionati di scienza e tecnologia spicca tra le altre: la creazione di macchine autocoscienti. Su questo tema scottante, l’opinione si è sempre divisa tra chi crede che l’intelligenza artificiale possa costituire un pericolo terribile e chi, invece, snobba queste considerazioni apocalittiche affermando che ciò che accade nel cervello dei robot è solo mera logica di programmazione. Per far sì che anche il lettore meno esperto riesca a formulare una propria opinione in merito (e con la scusa di voler riepilogare quanto discusso nel corso della conferenza da cui questo articolo prende vita), illustreremo per vie molto generali ciò di cui si parla quando si nomina l’intelligenza artificiale e la confronteremo con l’intelligenza umana. (altro…)